In una intervista a Massimo Marchiori pubblicata su Tg3.rai.it saltano fuori alcuni lati oscuri del colosso Google.
Per chi non lo conoscesse, Marchiori è docente universitario al MIT di Boston e all’Università di Venezia e.. udite udite.. è lui l’inventore dell’algoritmo che sta alla base del motore di ricerca più famoso del mondo, Google.
Marchiori afferma che Google non è un sistema democratico perchè è una scatola nera, non si sa come funziona e chi (come lui) sa come vanno le cose, è a conoscenza del fatto che Google funziona anche a raccomandazioni.
I punti importanti dell’intervista:
- Google penalizza le aziende che pagano
- Il motore opera su 1/4 e anche meno dei siti presenti in internet, il 75% delle pagine web non è indicizzato.
- Con quale criterio un motore di ricerca sceglie o meno se una pagina esiste o no nel web?
- Le tracce della nostra navigazione vengono vendute. Fino al 2038 (minimo) siamo tracciati dal grande fratello elettronico.
Link: Intervista a Massimo Marchiori (Real Player)

Molto, troppo riduttivo, ci sono molti punti pochi chiari: Google nasce nel 1996, nell’intervista si sente che l’idea di Marchiori risale al 1997; tralasciando anche l’eventuale errore giornalistico sulle date non capisco a cosa ci si riferisce.. un algoritmo? Rivendica la proprietà intellettuale su quest’ultimo? Che genere di algoritmo serve ad un motore di ricerca che utilizza un crawler, ovvero un bot che segue i link? A me sembra che dia informazioni allarmanti e vaghe: ne è un esempio questa sua conoscenza sui segreti di google che a noi poveri esseri mortali non è dato sapere.. sembra quasi un bambino indispettito che non fa altro che diffamare.Resta comunque un opinione personale basata unicamente su questo articolo e sull’intervista: non conosco il sig. Marchiori, nè tantomeno come si sono realmente i fatti.. non è mia intenzione scatenere un flame, espongo soltanto il mio punto di vista.
Non so neanche io e non entro quindi in merito alla rivendicazione sull’algoritmo(?), boh un motore di algoritmi ne ha più d’uno…Ma -che la ricerca avvenga su 1/4 mi pare una cialtronata-che le tracce siano vendute mi pare sia ingenuo non immaginarlo-che i link “in testa” alla ricerca siano muniti di biglietto per la prima fila è ovvioPiuttosto mi chiedo, esistono parecchi motori di ricerca, che ho scartato, che “pesano” in modo assai differente tra loro i contenuti delle ricerche e danno quindi risultati quanto mai variegati.Questi sono più che sospetti, per quanto riguarda Google mi interessa il risultato complessivo, che è buono o comunque soddisfacente… il resto … bla bla bla
l’algoritmo in questione è quello del Page Rank. Info più dettagliate qui
salve a tutti, ci sarebbe molto da dire a riguardo di Google, positivamente e/o negativamente.Mi limito a recenti problematiche e a ricordare i punti di forza e disservizio adottati da Google.Mainframe? Quando mai! Google è risaputo si basa a differenza di molti su milioni di personal computer sparsi per il Globo e non esiste un’aggiornamento in tempo reale dei database, a causa di questo le ricerche risulteranno differenziate in base al bacino di utenza … è normale? I blog causa del suo tracollo? Ma come ? Erano i target più amati dal suo direttivo e tutto era puntato sui blog stessi ! Una cosa che non digerisco è la famosa sandbox, dai 3 ai 6 mesi di limbo… quando si vedono siti con contenuti rasoterra che scalano le classifiche grazie a un link inbound da un sito ad’alto page rank … come si può determinare chi vale e chi no? Un motore di ricerca a mio avviso dovrebbe indicizzare ogni tipo di contenuto online ! Yahoo! e MSN sono forse più Ingenui? Non credo affatto!Questo crollo della struttura se lo dovevano aspettare.. passi da gigante senza valutare le conseguenze e come in tutte le cose dopo una fase di ascesa,toccati i vertici si ingrana un progressivo decalare, specie se la situazione non è sotto controllo… chiudo ricordando che lo script di Analystics è riuscito a mandare in tilt il nodo seabone.net , pensate che non sapevano le conseguenze di uno script puntato su Google.com? L’enorme flusso di traffico ha collassato il seabone, mettendo in ginocchio anche altri servizi come feedburner etc.. Scusate era solo uno sfogo