Quando incontrate il vostro cliente, prima di aprire bocca e raccontare balle del tipo: la nostra società fa parte (perchè dire “si è iscritta” sarebbe riduttivo) dell’assoc. xyz, oppure siamo presenti sul sito dell’assoc. xyz come se fossero stati loro a supplicarvi in seguito ad una accurata selezione, ricordatevi che molto probabilmente il vostro cliente è già in contatto con qualche altro professionista con il quale sta ridendo del vostro pavoneggiare.
Ciò non vuol dire, nel modo più categorico, che sono contrario alle associazioni, ci tengo però a precisare che il far parte di un gruppo assume un significato più profondo e ben diverso da quello che qualcuno vorrebbe lasciare intendere.
1) Non ci si iscrive ad una associazione per avere una stellina (un logo) da sfoggiare sul proprio sito o da far stampare sul bigliettino da visita.
2) Chiunque può aderire basta pagare la quota di iscrizione. Ergo non è una garanzia di serietà e professionalità. Non spacciatela per una certificazione!
Associarsi sì, ma cercate di cogliere il vero senso dell’iscrizione e di rendervi parte attiva all’interno del gruppo, ci guadanereste di più …in contatti, reputazione e visibilità. In ogni caso non c’è niente di male nell’essere dei soci simpatizzanti.

Concordo pienamente con te! Però questo è causato dal mercato selvaggio, l'incompetenza dilagante e il costume del "io conosco tizio" che vale di più di quello che sei o che fai…
In mancanza di skills si pesca altrove.. Ma è lapalissiano: i nodi vengono al pettine.
io ho smesso di aderire ad "associazioni" da un pezzo, rimango fedele al club delle giovani marmotte, che come tutti sappiamo, periodicamente sottoponeva gli iscritti a test per rimanere iscritti. Ovviamente immagino che Gianni si riferisca a quelle specie di associazioni, spesso discendenti da costole di istituti universitari cui, appunto, basta pagare per aderirvi.Diverso, secondo me, e' il discorso per quelle associazioni che sottopongono gli iscritti a periodici test di "mantenimento" dei requisiti.