Google condannata, la difesa parla di Hashbot

In merito alla sentenza sul caso dei dirigenti Google condannati per violazione della privacy, in una intervista l’avvocato della difesa, Giuseppe Vaciago, alla domanda sulle modalità di presentazione della prova elettronica risponde:

In realtà anche se l’eccezione non era proceduralmente legittima, ho ritenuto che fosse da un punto di vista sostanziale importante evidenziare che nel 2010 non dovrebbe essere più possibile produrre come prova in un processo penale un documento cartaceo di una pagina web corredato da un file digitale in formato word contenente il “copia e incolla” della medesima pagina web. Ci sono strumenti gratuiti e validissimi che permettono di garantire certezza nella fase dell’acquisizione di una prova digitale presente in Rete come ad esempio il software hashbot (http://www.hashbot.com/) che tra le altre cose è stato progettato da informatici italiani. Essendo il mio principale tema di ricerca accademica, mi rendo conto che sono parziale nel mio giudizio, ma sottovalutare il rischio in termini di alterabilità e mancanza di genuinità che una analisi superficiale della prova digitale può generare è davvero pericoloso.

forensics , . URL.

10 Responses to Google condannata, la difesa parla di Hashbot

  1. Senza pensarci troppo ci si può limitare a dire che è una bella soddisfazione, quando riconoscono un buon lavoro per quello che è.
    Questo non toglie che serva il duro lavoro per arrivare a questo. Complimenti!

  2. guelfoweb says:

    Grazie a tutti e due :)

  3. denis says:

    come faccio l’emoticon con il pollice in su ?? :-)

  4. Nanni Bassetti says:

    GRANDISSIMI!!!!! Sono orgoglioso di te e Davide…ho sempre sostenuto Hashbot è stata una validissima idea, complimenti ancora a tutti e due :-)

  5. guelfoweb says:

    @Nanni: a leggerti sembri quasi mio padre :O

  6. Nanni Bassetti says:

    vabbè volevo dirti orgoglio di conoscervi…eh dai! :-)

  7. MGX says:

    Ciao Gianni,
    dopo aver “usato” HASBOT con soddisfazione l’ho portato come argomento in una mia recente docenza alla LUMSA.
    Utilizzato insieme ad altri strumenti HASBOT è sicuramente un riscontro terze parti apprezzabile. Sarebbe bello istituzionalizzarlo e renderlo on line su sistemi in alta affidabilità di modo che sia sempre disponibile!

    Complimenti ancora a te e Baglieri!

    Massimiliano Graziani

  8. Benedetto says:

    Complimenti a Gianni e a Davide ,
    Orgoglioso con Voi di essere italiano, della passione che vi riconosco, del contributo alla ricerca indipendente,
    della cristalizzazione della prova !!!!!! Dobbiamo dare loro una mano , lo dico a TUTTI .

    Benedetto Colangelo , alias formica tenace

  9. guelfoweb says:

    @Massimiliano: “Sarebbe bello istituzionalizzarlo e renderlo on line su sistemi in alta affidabilità di modo che sia sempre disponibile!”

    Hai centrato il bersaglio! Hashbot è stato presentato come prototipo (leggi Beta) comunque funzionante ma con alcuni limiti imposti: acquisizione max di 2MB per documento, l’assenza di API pubbliche e del protocollo HTTPS. Non sono assolutamente dei limiti invalicabili, anzi, molto probabilmente qualche limitazione verrà eliminata e implementata anche qualche nuova feature, ad esempio l’acquisizione dei documenti integrati nelle pagine in cui è richiesta l’autenticazione.

    Grazie per averne parlato al corso alla LUMSA.

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