Approfitto del post di Denis – che ha scelto di abbandonare LinkedIn, Google+ e Facebook, mantenendo attivo Twitter - per parlare del mio rapporto con i Social Network.
Detesto essere passivo. Ragione per cui condividere pensieri, confrontarmi con gli altri e conoscere persone nuove, dopo la famiglia, è di vitale importanza per me. Mi permette di uscire dal guscio e crescere professionalmente (leggi imparare dagli altri). Questo è uno dei motivi per cui il mio account Twitter resta aperto (accessibile anche agli utenti non registrati), così come il mio blog sul quale scrivo da 6 anni.
A parte LinkedIn, luogo in cui confluiscono le persone che ho conosciuto personalmente o con cui ho avuto a che fare professionalmente, anch’io sto meditando di dismettere gli aggiornamenti (non di chiudere l’account) di Google+ e Facebook, e di altri social cosi che non seguo direttamente.
Su Google+ ho postato poca roba, e un po’ come Luca, attendo sin dalla sua nascita che consenta la sincronizzazione con Twitter. Poi si vedrà.
Su Facebook ormai sono mesi che non scrivo. Attualmente riceve di riflesso i post provenienti da Twitter e sporadicamente faccio un salto per rispondere ai messaggi che privatamente mi inviano parenti e vecchi amici.
Friendfeed si trova nella medesima condizione di Facebook. E’ da tempo che non seguo i flussi. Prossimo ad essere dismesso dagli aggiornamenti provenienti da fonti esterne.
I social network di seguito elencati convergono su Twitter.
Flickr resta lo spazio condiviso sul quale continuo a depositare le mie foto, anche se ultimamente faccio ampio uso di Twitpic per le foto scattate dal telefonino.
A Delicious ho dato una nuova chance. Visto che non riuscivo più a gestirlo ho eliminato i vecchi bookmark e provo a cominciare da capo.
Anobii continuo ad aggiornalo con i nuovi libri, mi aiuta a tenere traccia dei libri letti, e reputo sia uno strumento utile per scoprire nuove letture.
Slideshare, un po’ come Anobii e Flickr, lo uso per archiviare le mie presentazioni, il che mi consente di rivederle al volo quando ho necessità di preparare nuove slide.
Foursquare non ho ancora avuto il tempo di studiarlo bene. Mi piace fare check-in (quando dico io), tenere traccia dei posti dove sono stato, lasciare il mio feedback per i posteri. Ma non ho ancora chiaro il vantaggio che posso trarre da uno strumento simile. Forse un giorno anche in Italia gli utenti potranno trarre vantaggi una volta diventati Mayor di un locale.
Resta Twitter, il mio canale preferito da 4 anni a questa parte. E’ lì che seguo e condivido – in 140 caratteri – argomenti sulle tematiche che più mi stanno a cuore. E’ lì che ho conosciuto persone e blog interessanti. Grazie agli hashtag e al client Tweetdec che uso anche dal telefonino, Twitter mi consente di fare rete e monitorare in tempo (quasi) reale gli aggiornamenti su una specifica tematica.
Rimando alla lettura di questo post coloro i quali hanno provato a usare Twitter ma, cercando Facebook in Twitter, ci hanno rinunciato.
Con il social network di Mark Zuckerberg se ti chiedo l’amicizia, siamo entrambi amici, siamo allo stesso livello. Su Twitter invece il “follow back” non è affatto scontato, il che può dare un senso di leggera frustrazione per i novellini, che non sono abituati a tale dinamica e che magari considerano Twitter come una specie di Facebook ma solo con gli stati. Invece Twitter è qualcosa di diverso. Come spiegava il Kevin Thau, il VP di Twitter, non si tratta di un social network, “Twitter è per le news. Twitter è per i contenuti. Twitter è per l’informazione”
Se poi volete spendere qualche euro per approfondire l’argomento potete acquistare il libro di Luca “Comunicare con Twitter” che personalmente non ho letto ma ne ho sentito parlare molto bene. E conoscendo l’autore non ho dubbi sulla qualità dei contenuti.